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Scritto da Administrator   
Sabato 08 Gennaio 2011 18:06

Dal sito "ISS Fan Club", http://www.issfanclub.com/node/30224, tradotto per voi

Niente ARISS nel veneziano: intrusi sulla frequenza downlink della ISS in Italia e in altri paesi Europei

Domani sarà realizzato un contatto ARISS programmato in Italia, e l’astronauta italiano Paolo Nespoli risponderà alle domande poste dagli studenti. E’ un piacevole evento per l’italia e chiunque altro sia interessato potrà parteciparvi (in ascolto, NdT) semplicemente sintonizzando una radio portatile sui 145.800 Mhz.

Chiunque tranne gli studenti che risiedono nell’area di Venezia.

Perché? La spiegazione è semplice, ma difficile da credere: l’Associazione Radioamatori Italiani (ARI, sezione di Chioggia) ha deciso di installare il ripetitore IR3UEF proprio sui 145.800 Mhz, la frequenza mondiale di downlink della ISS.

Apparentemente, l’Italia non è l’unico paese a invadere le frequenze della ISS, ma è comunque un buon esempio per iniziare a investigare su questo problema.

Secondo il bandplan IARU per la Regione 1, il segmento tra 145.794 e 145.806 Mhz è riservato per le “comunicazioni spaziali”. In particolare per “comunicazioni audio FM con stazioni spaziali come le astronavi” (Fonte: VHF MANAGERS HANDBOOK, IARU R-1, version 5.42 pagina 39).

Dopo la mia richiesta di intervento all’IARU, Michael Kastelic OE1MCU, Responsabile VHF/UHF/SHF per la Regione 1 IARU, ha confermato che anche altri Paesi risentono dello stesso problema, e ha aggiunto “Ho scritto a tutti i gestori di ripetitori in Italia una e-mail diretta per chiedere di fare QSY (più di un anno fa). […] Come mi aspettavo, non abbiamo né ricevuto alcuna risposta né è stata intrapresa alcuna azione.”

Inoltre, Maurizio Spanio IZ3CYW, responsabile del ponte IR3UEF per la sezione ARI Chioggia, ha risposto definendo il Band Plan IARU una “inutile limitazione”, specificando che la legge italiana non obbliga gli OM a rispettarlo.

Ma c’è dell’altro.

Come avrete sfortunatamente letto, IR3UEF non è l’unico ripetitore operante nel segmento dei satellite: solo per fare un esempio, ve n’è un altro nella zona di Roma, IR0CK. Tale ponte non è gestito dall’ARI ma da una associazione rivale. Questa volta, per interessamento di Roberto IW5BSF (coordinatore nazionale attività satelliti ARI), l’ARI sta attivamente tentando di spegnere il ripetitore. Roberto non esita nel chiedere aiuto anche tramite la mailing list AMSAT-EU: “Grazie, stiamo prendendo contromisure per ciò che sta avvenendo, per favore diffondete questo messaggio, devo raccogliere tutte le proteste di entrambe le associazioni affiliate all’IARU”.
In altre parole, l’ARI è consapevole che il band plan IARU deve essere rispettato, ma si rimbocca le maniche solo quando i ripetitori incriminati sono gestiti da altre associazioni, non dall’ARI stessa. Guglielmo Marconi, il primo presidente onorario dell’ARI, dovrebbe rigirarsi nella tomba.
Perché l’ARI non dà il buon esempio seguendo la regolamentazione IARU e spostando di frequenza i propri ripetitori? Vedremo. Nel frattempo, se vuoi, puoi rivolgere la stessa domanda alle persone interessate. [indirizzi e riferimenti rimossi si trovano nel documento originale, NdT]
Inoltre, se la tua frequenza di downlink o uplink fossero occupate da altri disturbatori, per favore informaci scrivendoci. Creeremo una sezione specifica su questo sito. Grazie.

73's

Alain
Venerdì 7 gennaio 2011, 22:38

Della serie "LE REGOLE VANNO RISPETTATE". Di che sezione faranno mai parte i vertici del CD-CRV, e il relativo Sindaco? Indovinate!

Non sarebbe meglio occuparsi (per quel che riguarda l'ARI nazionale, potersi occupare) delle problematiche concrete, invece che battibeccare continuamente sulle virgole, sui termini, sulla differenza tra assemblea ordinaria / straordinaria... fino alla correttezza semantica delle parole, sfoggiando il proprio latino, greco, a certificazione del proprio essere acculturati? Ma d'altro canto è ormai evidente che le regole, qui in Veneto almeno, dipendono sia per la stesura che per l'applicazione da chi comanda, e che la legge è uguale per tutti ma per qualcuno è più uguale.

Della stessa serie anche una testimonianza di Marco: index.php?option=com_content&view=article&id=72:oligarchia-&catid=37:ospiti&Itemid=59

Un altro degli ormai numerosissimi motivi per cui non ci sentiamo rappresentati.

L'ARI nazionale ha tentato invano di risolvere il problema; il guaio è che essendo i loro detrattori esattamente i medesimi soggetti che da un lato fanno, approvano o ignorano tali scorrettezze, e che dall'altro invitano (con una coerenza che ha dell'incredibile!) a "rispettare le regole", ogni azione è bloccata in partenza. E a tal proposito, leggete su RR 01/2011 qual era l'ordine del giorno della convocazione del CDN... e chi ha fatto mancare il numero legale...

Rinnovamento? Pare tanto il "Partito du pilu" www.partitodupilu.it di Albanese! Forse dovremmo farci un film anche noi...

AGGIORNAMENTO: Il suddetto ponte radio IR3UEF risulta al momento offline. Ringraziamo chi si è interessato personalmente di far rispettare le regole in nome dell'Ham Spirit (e non del polverone sollevatosi...)

Ultimo aggiornamento Martedì 11 Gennaio 2011 22:39