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La befana porta... PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 06 Gennaio 2011 22:33

Verso il tardo pomeriggio di oggi ha telefonato una vecchia signora, chiedendo un favore. Stava portando, a cavallo della scopa, i doni a tanti radioamatori: nuove radio, antenne, lineari, ecc... e naturalmente anche carbone per alcuni di loro... solo che quest'anno pare ci sia stata un'inflazione nella richiesta di quest'ultimo articolo! E quindi ha chiesto ai "carbonari" se ne avevano un pò, per poter completare il giro portandone anche al CRV... Come rifiutare un favore alla simpatica vecchina?

C'è da ripeterlo ancora una volta, dato che qualcuno ha memoria corta: "Carbonari" ci hanno definiti, non ci siamo definiti di certo noi cosi. Anche se, per non ledere il volere di alcuni "poteri forti", il nome è sarcasticamente rimasto. Tali livelli di immaginazione, fervidi o deliranti che siano, infatti non ci appartengono... e qui bisogna fermarsi altrimenti arriva Capitan TeDenuncio, che risolve tutto con una bella querela per lesa maestà! Ma è sufficente dire che conserviamo ancora le email in cui venivamo definiti carbonari dagli stessi che ora dicono "a loro piace essere chiamati cosi".

Ma non divaghiamo. Qualche tempo fa avevamo sollevato "qualche" dubbio sul fatto che il CRV ci rappresentasse. Tant'è che di comunicazioni dalla segreteria dello stesso non ne arrivano, ormai, neanche a chiederle! Così, per verificare se le richieste di finanziamento che sapevamo essere state fatte alla regione fossero rispondenti alle delibere assembleari e alle reali necessità associative, ci siamo rivolti direttamente alla fonte: alla Regione. Che cordialmente ci ha risposto, prima all'una, poi all'altre sezione.

Le richieste, con le relative risposte ricevute, sono a disposizione nella sezione DOCUMENTI (sono stati ovviamente cancellati i dati sensibili, e i documenti pubblicati sono quelli di una sezione tra le varie che hanno fatto tale richiesta).

Quello che ci hanno fornito è un pacco di carte alto almeno due volte il diametro di un cellflex 7/8, forse di più. Sono documenti che non possiamo pubblicare su un sito accessibile a tutto il pianeta, ma che i soci interessati possono richiedere alle sezioni che ne hanno fatto richiesta. I soci appartenenti a sezioni che non hanno richiesto tale documentazione, e che volessero accedervi, non hanno che da chiedere ai rispettivi presidenti di andare direttamente alla fonte.

E riguardo il tema predominante nei vari forum, quasi più dei vari casi irrisolti di cronaca nera nei telegiornali, ovvero il fantomatico "Articolo 13.1"?

L'unica cosa che viene da dire è che quella che si legge è pura e semplice demagogia, basata su proclami solenni, ambigui e allarmistici. Dopotutto, quando si hanno dalla propria motivazioni e argomentazioni valide non c'è bisogno di fare un fracasso infernale. Al contrario, quando non si sa come convincere e probabilmente non si lavora per il bene comune, l'unica cosa che resta da fare è allarmare e sblaterare, un atteggiamento che mi sembra abbastanza offensivo verso gli OM, visti come un branco di pecore che devono essere spaventate per essere guidate dove si vuole... Si scomodano giudici, regolamenti, se non basta anche i Prefetti, per non dire i Codici e pure la nostra Carta. Il tutto ridotto a essere strumento di controllo. Una vergogna.

Riguardo i contenuti dell'articolo, e i chiarimenti giunti dall'ARI, non c'è molto da dire. Basta leggerli. Se poi uno non sa leggere...o meglio, vi legge quel che vuole... - e dato che a qualcuno piace il latino e l'origine semantica dei termini, si potrebbe dire che i "fatti" si chiamano così perchè sono "fatti", frutto di una teoria, e quindi di una interpretazione, applicata a un evento appunto da un qualcuno. La circolare di chiarimento, che spiega chiaramente che i club sono assolutamente fuori dal novero delle associazioni concorrenti e/o in contrasto con l'ARI, spiegando che l'obiettivo è quello di evitare contrasti e "conflitti di interesse" (probabilmente questo è sufficente a creare fastidio in qualcuno...), è anch'essa a disposizione nella sezione DOCUMENTI.

Se permettete una ipotesi legata ai problemi di "conflitti" associativi, in questo caso legata alla protezione civile, ecco un esempio. Immaginiamo che vi sia una calamità (facciamo gli scongiuri!!) e che un funzionario debba attivare le varie funzioni del metodo Augustus. Guarda i registri, trova PincoPallo, e con lui Topolino, Paperino e Pluto, responsabili di vari gruppi comunali. Decide di contattarli, in quanto referenti, per chiedergli di attivarsi, ma.... Scopre con suo disappunto che essi sono pure di altre associazioni, e che sono già stati attivati con loro. Capitasse una volta, passi, ma moltiplichiamo per 100 tali "collisioni", cosa otteniamo se non un rallentamento delle operazioni di soccorso?

Tutto questo per cosa? Per spirito di solidarietà? Può essere. Poi arrivano comunicati in cui ci si congratula con determinati om per aver partecipato ai soccorsi nella recente alluvione in Veneto - complimenti doverosi e condivisi - ma guardandosi bene dal dire che non hanno partecipato in seno all'ARI-RE, come radioamatori, ma all'interno di altri gruppi... La speranza è che di sola buona fede si tratti, e che non si arrivi a firmare la propria divisa (quante ce ne sono nell'armadio, ormai?) con decine di sigle e onoreficenze, come fanno certi benpensanti firmandosi dottore ingegnere cavaliere formatore e quant'altro in ogni email che inviano.

Concludendo questo lungo post, l'unico messaggio che ci permettiamo di lanciare è sempre lo stesso: ANDATE DIRETTAMENTE ALLE FONTI. La strategia che taluni personaggi mettono in atto è quella di confondere gli uni e stancare gli altri, così che anche quelli che finora si interessavano alle questioni associative cercando di farsi una propria opinione smettano di farlo, si sottomettano al volere divino e si affidino alla propaganda e alla demagogia.

Uno dei vari proclami non si discosta dal famoso "Ergo delenda Carthago", che si posponeva in senato duemila e rotti anni or sono alla fine di ogni discorso. Oggi la musica è la stessa: non c'è propagazione è colpa dell'ARI, radiorivista è sempre in ritardo è colpa di Ediradio, i membri del CDN si dimettono è colpa del Presidente, e così via. La strategia della demonizzazione. L'obiettivo lo lasciamo immaginare.

Distruggere la radio? Ciò che traspare ormai palese è il gioco del "conquista o distruggi". Non riescono a prendere possesso della nostra associazione in modo democratico, non riescono a insediarsi negli scranni più alti? Bene, allora la distruggeranno, per poi crearne una di nuova in cui faranno le regole per il puro piacere di infrangerle. La frase "bisogna rispettare le regole" viene fuori spesso infatti dagli stessi che poi, almeno per quel che ci riguarda qui in Veneto, sono i primi sì a rispettarle, ma nella loro personalissima interpretazione!

Tant'è che si lamentano di continuo dei rapporti tra il CDN e il DPC, prima citando cifre a molti zeri, e poi proclamandosi unici autorizzati a giudicarne o meno l'operato. Qui in Veneto, solo perchè un presidente di sezione ha "osato" chiedere lumi sulle spese sostenute dal CRV, richiesta che con questo articolo dimostriamo di aver poi fatto tutti, s'è preso una denuncia... E si, anche qui ci sono state spese e richieste di finanziamento di cui l'Assemblea (che dovrebbe essere sovrana) non sapeva assolutamente nulla. Com'era? Trasparenza, verità, rettitudine?

C'è comunque da dire che da quando è stato scritto qui il primo articolo, i toni con cui propagandano il Sacro Verbo sono cambiati. Sottolineano infatti in ogni dove che "nessuno è depositario del verbo" (che stiano citando un post del nostro Michele? Ahi ahi ahi!). Peccato che poi la tolleranza verso il dissenso sia pari a zero e che a ogni parere contrario debba seguire una supercazzola come se fosse antani.

Insomma, se la pensi come loro, hai ragione. Ma se la pensi diversamente, hai torto! Povero Voltaire!

Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Gennaio 2011 09:59